Il tempo è il regalo più grande che un genitore può fare a un figlio. E’ intangibile, non è un pacco regalo da scartare, non ha colori sgargianti e non fa versi degli animali della fattoria.

Il tempo è il primo sorriso spontaneo, il coraggio di lanciarsi in una corsa a gattoni, la lallazione che diventa parola, la ricerca del contatto per affetto.

Non di frequente lo stato Italiano si ricorda delle parole scritte sulla costituzione alla voce famiglia, figli, maternità.

Lo ha fatto a Novembre 2016 Tito Boeri con la proposta di rendere obbligatorio il congedo di parternità per i primi 15 giorni (con sanzioni a chi non lo rispetta), provando ad avvicinare, seppur di poco, l’Italia agli altri paesi europei.

L’obbligatorietà è necessaria in un momento storico in cui il lavoratore è la parte debole del sistema. Se si lascia la libertà di potere, la scelta non sarà del lavoratore ma del datore di lavoro o dell’attuale cultura italiana che non contempla il giusto equilibrio tra uomo e donna, tra papà e mamma.

E’ di ieri la notizia che l’Agenzia delle entrate di Trento premierà i papà che hanno usufruito (o usufruiranno) del congedo parentale facoltativo con un contributo fino a 500,00 euro.

Iniziativa lodevole, una spinta verso il cambiamento che si spera possa essere seguita da altre unità territoriali.

Una società ha basi solide se i suoi componenti vivono un contesto di serenità.

Se una mamma, una donna, non si sente più discriminata e ha le stesse possibilità di un uomo.

Se un padre può essere presente ai piccoli miracoli che avvengono quotidianamente nella crescita del figlio.

Se i figli hanno il tempo dalla loro parte.

Il tempo che può disporre obbligatoriamente o facoltativamente la mamma e il papà.